ELIOT ZIGMUND E IL JAZZ SOTTOFONDO ALLO UEFFILO IL JAZZ DEL 2010
dic 17

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Il 2 percento delle persone nel mondo detiene il 50 percento delle ricchezze. E, ovviamente, c’è chi non fa altro che pensare a trovare il modo per far parte di questa elite. A farla da padrone è il superfluo. Più ci dotiamo di cose costose e inutili, più ci illudiamo di far parte del mondo dei ricchi. C’è chi è anche disposto a indebitarsi per comprarsi una macchina di lusso, pur non avendone la possibilità, o per acquistare abiti costosi e telefonini dal prezzo stellare.

Con la globalizzazione questa smania sembra essere cresciuta a dismisura. Forse la crisi economica degli ultimi anni ha un po’ smorzato la tendenza verso il superfluo. Ma aumentando la frustrazione e provocando anche qualche dannoso effetto sociale. Questo desiderio del superfluo è stato ben interpretato anche da un attore e regista materano Luca Acito che ha allestito, su questo tema, una vera e propria performance teatrale dal tono ironico e provocatorio. Una performance che, da circa un anno, propone nelle strade più ricche d’Europa, dove il superfluo abbonda e dove i desideri irrangiungibili sono esposti in vetrine lucide e accecanti. In queste strade, da Parigi a Berlino e Londra, Acito arriva con impeccabile smoking, papillon, capelli tirati a lucido e barba fatta. In mano una valigia dalla quale tira fuori un tappeto rosso e dei cartelli. Su uno di questi c’è scritto in lingua inglese: Io ho bisogno di un Rolex. In ginocchio e con mano aperta chiede quella che si protrebbe chiamare come elemosina. Il condizionale è d’obbligo, considerato che si tratta di una vera e propria provocazione teatrale. Un gioco su cui vale la pena riflettere. Lui non chiede qualche soldo per comprare un pezzo di pane o per sopravvivere. No. Lui chiede soldi per comprarsi un Rolex, il massimo del superfluo. Molti si indebitano pur di avere al polso un orologio di marca. Lui, provocatoriamente, preferisce fare l’elemosina. Che è un po’ la stessa cosa. Il povero che cerca di entrare di forza in quella elite del 2 percento, pur non avendone titolo. Il miserabile che tenta di apparire ricco. Quante volte questo tema è stato toccato dalla letteratura e dal teatro. Lui, Acito, lo ha portato in strada sfidando, in alcune circostanze, anche le forze dell’ordine e quella stessa gente che lui ha cercato di provocare. “Le persone impellicciate che mi passano davanti mi guardano malissimo. Invece, quelle più normali mi chiedono spiegazioni e il più delle volte mi lasciano qualcosa”, ci dice Acito. Ma quanto vale il Rolex che vorresti comprare? “Trenta mila euro”. E fino ad oggi quanto hai raccolto? “Ci vuole molto ancora. Per questo – dice non senza un pizzico d’ironia – invito tutti a offrirmi un contributo anche attraverso il mio sito internet all’indirizzo”. E perché non ti rivolgi a Babbo Natale? “Ci ho provato lo scorso anno, ma ho scoperto che non esiste. In ogni caso rifarò un tentativo anche quest’anno. Non si sa mai”. E perché tutto questo? “Le persone sono pronte a tutto per avere il superfluo. Anche io”.

mj

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