C’è forse dentro quelle figure la stessa relazione fra lo spazio e il nulla che c’è nei Sassi. Gli antichi rioni di tufo per molto tempo hanno rappresentato contemporaneamente sia un luogo fisico ben presente nella cultura e nella tradizione storica dei materani sia un “non - luogo” perchè spento dalla assenza di materiale vivente che, dopo aver abitato queste mura per secoli e secoli, è stato costretto a cercarsi una nuova dimensione alla periferia della città nuova.
Si chiama, forse non a caso, “Lo spazio e il nulla” la prima personale del giovane artista materano Mimmo Centonze. Un vero e proprio talento se si considera l’attenzione che i suoi lavori stanno riscuotendo in un tempo molto rapido. Nel suo curriculum, infatti, non c’è moltissimo. Eppure ci saranno buone ragioni se un critico famoso e attento come Vittorio Sgarbi abbia voluto ideare e curare questa esposizione allestita a Milano negli spazi della Galleria d’arte moderna e contemporanea “Il Mappamondo”, in via Borgonuovo 2, con il patrocinio del Comune di Salemi, in provincia di Trapani, di cui il noto critico d’arte è sindaco. E ci saranno anche delle buone ragioni se personaggi come Oliviero Toscani, Marco Conte e Marco Vallora abbiano deciso di scrivere un loro intervento nel catalogo dell’esposizione su questo artista del Sud, arrivato dalla lontana Basilicata e dall’antica Matera per esprimere un nuovo valore sullo spazio, sul colore, sulla luce.
Nato a Matera nel 1979, Centonze si è avvicinato all’arte da autodidatta stimolato da un’esperienza visiva coltivata con la visita ad importanti musei in Italia e in Europa. Intorno ai 15 anni d’età ha cominciato a riprodurre con rigore tecnico alcune opere dei grandi del passato, da Tiziano, Caravaggio, Rembrandt, Monet, Renoir, Van Gogh fino a Chagall, De Chirico e Modigliani. E così, determinato ad approfondirne lo studio e, curioso di carpirne i segreti tecnici e teorici, ha trascorso molto tempo nella lettura dei più importanti trattati di pittura.
Nel 2007 le sue opere sono selezionate dalla commissione della LVIII Edizione del Premio Michetti per la mostra “Nuovi realismi” del Mumi – Museo Michetti e, nello stesso anno, partecipa alla mostra “Nuovi pittori della realtà” del Pac – Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, presentata da Vittorio Sgarbi. Infine questa prima personale che si chiuderà il 17 dicembre. Sessanta opere, tra dipinti e sculture, che “testimoniano il passaggio dalla sontuosa classicità della figura all’irruenta presenza materica del colore dei nuovi interni industriali, sui quali la mostra è incentrata. La maturità raggiunta è quella di chi, ormai libero dal giogo della forma e della proporzione, può finalmente esplorare la linea di confine con la pura visibilità. È l’idea del piacere del dipingere tout court; è la capacità di esprimersi con il colore come materia in quanto tale”. Un artista di cui si sentirà presto nuovamente parlare.
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