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	<description>Il jazz è una visione del mondo, un originale approccio alla vita</description>
	<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 16:27:31 +0000</pubDate>
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		<title>ALLO UEFFILO IL JAZZ DEL 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 16:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nino</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_247" class="wp-caption alignnone" style="width: 193px"><a rel="lightbox" href="http://www.misterjazz.it/public/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/badara-seck.jpg"><img class="size-full wp-image-247" title="badara-seck" src="http://www.misterjazz.it/public/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/badara-seck.jpg" alt="BADARA SECK" width="183" height="245" /></a><p class="wp-caption-text">BADARA SECK</p></div>
<p>Parte a spron battuto il 2010 del Jazz Club Ueffilo (Via Donato Boscia 21 – Gioia del Colle), giunto alla sesta stagione, sempre in collaborazione con Jazzitalia.La sezione autunnale 2009/2010 ha già visto impegnati sul palco del Ueffilo alcuni tra i migliori jazz ensemble in circolazione: dal duo Forcione e Pareti al Touch Group di Lorenzo Tucci, il trio del pianista statunitense George Colligan, la band della cantante polacca Anna Maria Jopek, fino a giungere al trio di Joey Calderazzo con Antonio Sanchez e Eric Revis e al concerto di Nick the Nightfly con il suo Quintet.Anche per il 2010 la direzione artistica coordinata da Marco Losavio presenterà un programma di particolare pregio artistico con eventi esclusivi che costituiscono, oramai, il brand dell’accogliente club gioiese.</p>
<p><span id="more-248"></span>Si inizierà domenica 17 gennaio con l’inedito progetto del cantante senegalese Badara’ Seck e del gruppo Baba Yoga, i cui membri fondatori sono Gianfranco Salvatore (oud e sintetizzatori) e Danilo Cherni (tastiere e campionamenti), ai quali si unisce il chitarrista calabro-svedese Lutte Berg. Badara Seck è la voce più moderna dell’Africa, capace di contaminare il suo retaggio tradizionale con le più moderne tendenze del jazz elettrico e dell’improvvisazione elettronica.Nativo del Senegal, è discendente di una famiglia di Griots, i depositari dell’arte e della parola dell’Africa. Giovanissimo ma già dotato di grande carisma, oltre che di incredibili doti vocali, ha cominciato a girare il mondo con la sua voce e le sue storie, poi con le canzoni e le musiche da lui stesso composte. Ha partecipato a numerosi festival internazionali e italiani: in particolare è stato scelto come unico degno sostituto della grande Miriam Makeba per la voce solista della famosa Messa Luba. Domenica 14 febbraio sarà la volta di un gradito ritorno: Rachel Z – Department of Good and Evil. Rachel Z, al secolo Rachel Nicolazzo (padre calabrese e madre franco-italiana),ha iniziato a soli sedici anni a suonare con il leggendario gruppo degli Steps Ahead capitanato da Mike Mainieri proseguendo tale avventura fino al 1996. In seguito ha collaborato con il grande sassofonista Wayne Shorter con il quale ha anche inciso un lavoro discografico premiato con un Grammy Award.Ha inoltre collaborato con musicisti del calibro di Al Di Meola, Miroslav Vitous, Bob Moses, George Garzone, Special Efx, Stanley Clarke, Omar Hakim, Victor Bailey, Pino Daniele con il quale ha effettuato il Medina tour e si appresta a registrare l’ultimo album in studio questo prossimo gennaio. La sua versatilità ha fatto si che Peter Gabriel l’abbia voluta come tastierista nella sua band. Dice Rachel. &#8220;Ho sempre amato il concetto del Bene e Male, che riflette tutto ciò che vediamo in questi giorni non solo nell&#8217;ambito politico ma anche nel mondo musicale, dove progetti osannati e sovraesposti sono spesso terribili mentre altri molto sconosciuti sono addirittura grandiosi.”La pianista newyorchese sarà accompagnata da Rodney Holmes (Brecker Bros, Steps Ahead, Wayne Shorter) alla batteria e Maeve Royce al contrabbasso. Il 7 marzo sarà una vera e propria leggenda del jazz mainstream a calcare il palco del Ueffilo: Buster Williams Jr. Il celebre contrabbassista e compositore del New Yersey, già al fianco di “giganti” come Art Blakey, Betty Carter, Carmen McRae, Chet Baker, Chick Corea, Dexter Gordon, Wynton Marsalis, Herbie Hancock, McCoy Tyner, Illinois Jacquet, Elvin Jones, Miles Davis, the Jazz Crusaders, Ron Carter, Woody Shaw, Sarah Vaughan, Benny Golson, Mary Lou Williams, Hank Jones, Lee Morgan, Sonny Rollins, Count Basie, Errol Garner, Kenny Dorham, Freddie Hubbard, è dotato di una tecnica straordinaria e di un controllo sonoro assoluto e una grana di suono ricca. Buster Williams Jr. sarà accompagnato da un trio di musicisti di eccellente valore: Mark Gross ai sassofoni (già vincitore di un Grammy Award), Danny Grisset al pianoforte e Lenny White alla batteria. Domenica 28 marzo il palco sarà appannaggio di un vero e proprio talento naturale: Edmar Castaneda. L’arpista colombiano (ma da tempo sedente negli Stati Uniti) presenterà al Ueffilo il suo ultimo lavoro discografico: Entre Cuerdas. Nonostante l’arpa sia estranea alla tradizione jazz, Castaneda mostra una padronanza dello strumento stupefacente, da vero virtuoso, ha la capacità di suonare jazz e addirittura di fare swing, usa l’arpa spaziando nelle musiche del mondo e traendo spunti che lo portano poi ad una sintesi estremamente coinvolgente e di assoluto valore artistico. Ha detto di lui il sassofonista cubano Paquito D’Rivera: “Edmar possiede versatilità espressiva e carisma tali da consentirgli di tirare fuori l’arpa dall’oscurità. È uno dei musicisti più originali che oggi si possano ascoltare!”. In virtù delle sue doti non comuni ha suonato con John Scofield, Wynton Marsalis e la Jazz Lincoln Center Orchestra, John Patitucci, Dave Samuels, il connazionale Ed Simon, Janis Siegel dei Manhattan Transfer, lo stesso Paquito D’Rivera.Edmar Castaneda sarà accompagnato da Marshall Gillskies al trombone, dalla voce di Andrea Tierra e da Eric Dobb alla batteria. Domenica 18 aprile si celebrerà un evento unico per la Puglia e, in particolare, per un jazz club. Una “Jazz Marathon” articolata in un doppio concerto (inizio ore 18,00) che vedrà impegnati due eccezionali ed originali quartetti, in esclusiva per il territorio pugliese. Il primo set-concert vedrà impegnato per la prima volta in Puglia l’etno-jazz del virtuoso vocalist camerunese- newyorchese Gino Sitson insieme al talento indiscutibile di Lonnie Plaxico, tra i massimi esponenti dello “slap”.  Gino Sitson,  stupisce l’ascoltatore per il suo particolare registro vocale e la sua facilità di espressione che sottolineano i suoni in maniera sottile con una dinamica e una flessibilità ritmica eccellente. Ha collaborato con Manu Dibango, Ron Carter, Papa Wemba, Roy Ayers, Wally Badarou, Geri Allen, David Gilmore, Ray Lema, Craig Harris, James Hurt, Antoine Roney, Jorge Ben, John William, Mario Canonge, Wallace Roney, Brice Wassy, Oliver N’Goma, Exile One, Steve Potts, tra gli altri. Con Sitson e Plastico ci saranno Helio Alves al pianoforte e Willard Dyson alla batteria.Il secondo concerto vedrà esibirsi il Joe Locke 4tet.  Joe Locke è unanimemente considerato il più dotato vibrafonista della sua generazione. Ha suonato tra gli altri con Grover Washington Jr., Kenny Barron, Dianne Reeves, Eddie Daniels, Jerry Gonzales&#8217; Fort Apache Band, Rod Stewart, The Beastie Boys, Eddie Henderson, Hiram Bullock, Bob Berg, Ron Carter, Jimmie Scott, The Mingus Big Band e Randy Brecker. Dinamico ed energico, lo stile di Locke, dalla grande maestria armonica, è caratterizzato da un attacco vigoroso, da risonanze sostenute e dallo sviluppo di complesse linee melodiche che gli permettono di creare atmosfere uniche, marcatamente polifoniche. Il vibrafonista di Palo Alto sarà accompagnato da Robert Rodriguez al pianoforte, Ricardo Rodriguez al contrabbasso e Terreon Gully alla batteria.  Al termine di entrambi i concerti, i due combo si incontreranno sul palco del club gioiese per dare vita ad una straordinaria e travolgente jam session. La stagione 2009/2010 del Ueffilo si chiuderà domenica 16 maggio con un concerto che si annuncia straordinario: lo stage sarà di pertinenza di un trio senza precedenti e formato dallo straordinario  batterista Jeff Ballard con al suo fianco Lionel Loueke alle chitarre e Miguel Zenon ai sassofoni. Ballard, originario di Santa Cruz, compie i primi passi importanti quando si trasferisce a New York nel 1990. Suona con Lou Donaldson, Diane Schuur e il pianista Buddy Montgomery (fratello del leggendario chitarrista Wes), che gli insegna molto sul piano professionale. Dopo lavori occasionali, arriva la telefonata di Chick Corea che lo porta alla ribalta internazionale. Rimane infatti per sei anni nei gruppi del celebre pianista con cui incide anche tre CD. Batterista inoltre del trio di Brad Mehldau, ha suonato nel tour che ha visto il celebre pianista insieme al grande Pat Metheny. Drummer moderno, e quindi eclettico, Ballard è strumentista solido, dalle radici profonde, capace di ascoltare gli altri e partecipare creativamente alla musica che si sta eseguendo.  Tutti gli appuntamenti sono in doppio set (19,00/21,00) ad eccezione della Jazz Marathon del 18 aprile che avrà inizio dalle 18,00. Ogni appuntamento  sarà arricchito dalla degustazione di prodotti tipici.</p>
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		<title>ELEMOSINA PER UN ROLEX</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 17:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nino</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-235" href="http://www.misterjazz.it/?attachment_id=235"><img class="alignnone size-full wp-image-235" title="luca-acito-in-avenue-montaigne-a-parigi" src="http://www.misterjazz.it/public/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/luca-acito-in-avenue-montaigne-a-parigi.jpg" alt="luca-acito-in-avenue-montaigne-a-parigi" width="223" height="257" /></a></p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">Il 2 percento delle persone nel mondo detiene il 50 percento delle ricchezze. E, ovviamente, c’è chi non fa altro che pensare a trovare il modo per far parte di questa elite. A farla da padrone è il superfluo. Più ci dotiamo di cose costose e inutili, più ci illudiamo di far parte del mondo dei ricchi. C’è chi è anche disposto a indebitarsi per comprarsi una macchina di lusso, pur non avendone la possibilità, o per acquistare abiti costosi e telefonini dal prezzo stellare. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"><span id="more-236"></span>Con la globalizzazione questa smania sembra essere cresciuta a dismisura. Forse la crisi economica degli ultimi anni ha un po’ smorzato la tendenza verso il superfluo. Ma aumentando la frustrazione e provocando anche qualche dannoso effetto sociale. Questo desiderio del superfluo è stato ben interpretato anche da un attore e regista materano Luca Acito che ha allestito, su questo tema, una vera e propria performance teatrale dal tono ironico e provocatorio. Una performance che, da circa un anno, propone nelle strade più ricche d’Europa, dove il superfluo abbonda e dove i desideri irrangiungibili sono esposti in vetrine lucide e accecanti. In queste strade, da Parigi a Berlino e Londra, Acito arriva con impeccabile smoking, papillon, capelli tirati a lucido e barba fatta. In mano una valigia dalla quale tira fuori un tappeto rosso e dei cartelli. Su uno di questi c’è scritto in lingua inglese: Io ho bisogno di un Rolex. In ginocchio e con mano aperta chiede quella che si protrebbe chiamare come elemosina. Il condizionale è d’obbligo, considerato che si tratta di una vera e propria provocazione teatrale. Un gioco su cui vale la pena riflettere. Lui non chiede qualche soldo per comprare un pezzo di pane o per sopravvivere. No. Lui chiede soldi per comprarsi un Rolex, il massimo del superfluo. Molti si indebitano pur di avere al polso un orologio di marca. Lui, provocatoriamente, preferisce fare l’elemosina. Che è un po’ la stessa cosa. Il povero che cerca di entrare di forza in quella elite del 2 percento, pur non avendone titolo. Il miserabile che tenta di apparire ricco. Quante volte questo tema è stato toccato dalla letteratura e dal teatro. Lui, Acito, lo ha portato in strada sfidando, in alcune circostanze, anche le forze dell’ordine e quella stessa gente che lui ha cercato di provocare.<span> </span>“Le persone impellicciate che mi passano davanti mi guardano malissimo. Invece, quelle più normali mi chiedono spiegazioni e il più delle volte mi lasciano qualcosa”, ci dice Acito. Ma quanto vale il Rolex che vorresti comprare? “Trenta mila euro”. E fino ad oggi quanto hai raccolto? “Ci vuole molto ancora. Per questo – dice non senza un pizzico d’ironia – invito tutti a offrirmi un contributo anche attraverso il mio sito internet all’indirizzo”. E perché non ti rivolgi a Babbo Natale? “Ci ho provato lo scorso anno, ma ho scoperto che non esiste. In ogni caso rifarò un tentativo anche quest’anno. Non si sa mai”. E perché tutto questo? “Le persone sono pronte a tutto per avere il superfluo. Anche io”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">mj</span></p>
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		<title>ELIOT ZIGMUND E IL JAZZ SOTTOFONDO</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 17:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nino</dc:creator>
		
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Il jazz calza perfettamente come musica di sottofondo incardinando, con le sue improvvisazioni ed i suoi ritmi, tutte le inquietudini e le dolcezze della vita quotidiana. Non funziona, invece, quando al sottofondo si accompagna il rumore. 
Un tema che, l&#8217;altra sera, a villa Schiuma, ha ingiustamente catturato i riflettori di Eliot Zigmund ed il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-226" href="http://www.misterjazz.it/?attachment_id=226"><img class="alignnone size-full wp-image-226" title="eliot zigmund" src="http://www.misterjazz.it/public/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/01-zigmund.jpg" alt="eliot zigmund" width="167" height="128" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;">Il jazz calza perfettamente come musica di sottofondo incardinando, con le sue improvvisazioni ed i suoi ritmi, tutte le inquietudini e le dolcezze della vita quotidiana. Non funziona, invece, quando al sottofondo si accompagna il rumore. </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;"><span id="more-227"></span>Un tema che, l&#8217;altra sera, a villa Schiuma, ha ingiustamente catturato i riflettori di Eliot Zigmund ed il suo Planet Four. Un altro bel concerto organizzato dall&#8217;Onyx Jazz Club nell&#8217;ambito della rassegna Gezziamoci sperimentando una nuova proposta: cena e musica dal vivo. In altre circostanze si sarebbe potuto scrivere che c&#8217;era il pubblico delle grandi occasioni. Oltre 300 persone hanno preso d&#8217;assalto l&#8217;invito dell&#8217;Onyx per una cena a lume di jazz. In realtà l&#8217;attenzione si è subito spostata sull&#8217;aspetto conviviale, com&#8217;era legittimo che accadesse. Lo stesso Zigmund si sarà trovato in imbarazzo. E non è un caso che all&#8217;ultimo istante abbia pensato bene di cambiare repertorio offrendo, come lui stesso ha affermato, &#8220;un menù musicale più orecchiabile, basato su standard famosi al grande pubblico&#8221;. E allora, quello che doveva essere un atteso concerto di jazz si è trasformato in una serata con della buona musica da sottofondo. Per carità, nulla di strano. Negli Stati Uniti, fatta qualche eccezione, il jazz si consuma sempre accompagnato dal rumore di piatti e bicchieri, dal brusìo delle parole. Ma tutto questo avviene in contesti diversi, perloppiù in spazi piccoli, in una dimensione dove la musica entra in assoluta sintonia con le parole. Qui, in sostanza, il rumore resta come sottofondo, e protagonista è sempre la musica dal vivo. A villa Schiuma, l&#8217;altra sera, è stato esattamente il contrario. Colpa anche di una cattiva acustica e di uno spazio piuttosto grande. E così, dopo il primo brano, &#8220;I’m getting sentimental over you&#8221; uno standard di Tommy Dorsey, durante il quale il pubblico ha applaudito gli assoli dei musicisti, addio interesse. Tant&#8217;è che è passato del tutto inosservato lo splendido assolo del pianista Frank Lo Crasto sul tema del brano &#8220;Someday my prince will come&#8221;. Dove, invece, il mitico batterista statunitense ha mostrato di possedere le sue straordinarie capacità espressive è stato nel brano &#8220;Autumn Leaves&#8221;. In repertorio anche una bella ballad di Duke Ellington. Ovviamente non poteva mancare un pezzo di Bill Evans di cui Zigmund è stato uno dei più validi accompagnatori dell&#8217;ultima stagione. Del pianista statunitense il Planet four ha, infatti, proposto una bella versione di &#8220;Time Remembered&#8221;. Buona la performance del sassofonista, Chris Check. Ma chi ha positivamente sorpreso più di tutti è stato il contrabbassista Lorenzo Conte con la sua solidità espressiva che ha saputo ben interagire con le sottili incursioni ritmiche di Zigmund. Lunghi applausi nel finale, pochissimi per il bis proposto mentre gran parte del pubblico era già impegnato a prendere d&#8217;assalto il guardaroba.</span></strong></p>
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		<title>CENTONZE E L&#8217;ARTE DELLA LUCE</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 17:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nino</dc:creator>
		
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<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><a rel="attachment wp-att-217" href="http://www.misterjazz.it/?attachment_id=217"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-217" title="Un'opera di Centonze" src="http://www.misterjazz.it/public/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/centonze-2-150x150.jpg" alt="Un'opera di Centonze" width="150" height="150" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">C&#8217;è forse dentro quelle figure la stessa relazione fra lo spazio e il nulla che c&#8217;è nei Sassi. Gli antichi rioni di tufo per molto tempo hanno rappresentato contemporaneamente sia un luogo fisico ben presente nella cultura e nella tradizione storica dei materani sia un &#8220;non - luogo&#8221; perchè spento dalla assenza di materiale vivente che, dopo aver abitato queste mura per secoli e secoli, è stato costretto a cercarsi una nuova dimensione alla periferia della città nuova. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"><span id="more-216"></span>Si chiama, forse non a caso, &#8220;Lo spazio e il nulla&#8221; la prima personale del giovane artista materano Mimmo Centonze. Un vero e proprio talento se si considera l&#8217;attenzione che i suoi lavori stanno riscuotendo in un tempo molto rapido. Nel suo curriculum, infatti, non c&#8217;è moltissimo. Eppure ci saranno buone ragioni se un critico famoso e attento come Vittorio Sgarbi abbia voluto ideare e curare questa esposizione allestita a Milano negli spazi della Galleria d&#8217;arte moderna e contemporanea &#8220;Il Mappamondo&#8221;, in via Borgonuovo 2, con il patrocinio del Comune di Salemi, in provincia di Trapani, di cui il noto critico d&#8217;arte è sindaco. E ci saranno anche delle buone ragioni se personaggi come Oliviero Toscani, Marco Conte e Marco Vallora abbiano deciso di scrivere un loro intervento nel catalogo dell&#8217;esposizione su questo artista del Sud, arrivato dalla lontana Basilicata e dall&#8217;antica Matera per esprimere un nuovo valore sullo spazio, sul colore, sulla luce.</span><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">Nato a Matera nel 1979, Centonze si è avvicinato all&#8217;arte da autodidatta stimolato da un&#8217;esperienza visiva coltivata <span>con la visita ad importanti musei in Italia e in Europa. Intorno ai 15 anni d&#8217;età ha cominciato a riprodurre con rigore tecnico alcune opere dei grandi del passato, da Tiziano, Caravaggio, Rembrandt, Monet, Renoir, Van Gogh fino a Chagall, De Chirico e Modigliani. E così, determinato ad approfondirne lo studio e, curioso di carpirne i segreti tecnici e teorici, ha trascorso molto tempo nella lettura dei più importanti trattati di pittura.</span><strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">Nel 2007 le sue opere sono selezionate dalla commissione della </span><em><span style="font-size: 12pt; color: black; font-style: normal;">LVIII Edizione</span></em><em><span style="font-size: 12pt; color: black;"> </span></em><em><span style="font-size: 12pt; color: black; font-style: normal;">del </span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">Premio Michetti per la mostra “Nuovi realismi” del Mumi – Museo Michetti e, nello stesso anno, partecipa alla </span><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">mostra &#8220;Nuovi pittori della realtà&#8221; del Pac – Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, presentata da Vittorio Sgarbi. <span>Infine questa prima personale che si chiuderà il 17 dicembre. </span>Sessanta opere, tra dipinti e sculture, che &#8220;testimoniano il passaggio dalla sontuosa classicità della figura all’irruenta presenza materica del colore dei nuovi interni industriali, sui quali la mostra è incentrata. La maturità raggiunta è quella di chi, ormai libero dal giogo della forma e della proporzione, può finalmente esplorare la linea di confine con la pura visibilità. È l’idea del piacere del dipingere tout court; è la capacità di esprimersi con il colore come materia in quanto tale&#8221;. Un artista di cui si sentirà presto nuovamente parlare.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">mj<br />
</span></p>
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		<title>JOHN DE LEO E I NUOVI PARADIGMI DEL JAZZ</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 17:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nino</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Finalmente. Un concerto con dissonanze, un po’ sopra le righe, ricco di contraddizioni, pieno di tensioni, a tratti scivoloso e sbiadito, con accenti stonati e misteriosi. Ma nuovo, capace di declinare in modo diverso i paradigmi del jazz. Quasi un concerto jazz nel suo non essere tipicamente jazz.
L’altra sera ha provocato originali emozioni il gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-210" href="http://www.misterjazz.it/?attachment_id=210"><img class="alignnone size-full wp-image-210" title="John De Leo" src="http://www.misterjazz.it/public/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/john_speculare12.jpg" alt="John De Leo" width="165" height="151" /></a></p>
<p>Finalmente. Un concerto con dissonanze, un po’ sopra le righe, ricco di contraddizioni, pieno di tensioni, a tratti scivoloso e sbiadito, con accenti stonati e misteriosi. Ma nuovo, capace di declinare in modo diverso i paradigmi del jazz. Quasi un concerto jazz nel suo non essere tipicamente jazz.</p>
<p><span id="more-207"></span>L’altra sera ha provocato originali emozioni il gruppo guidato dal cantante John De Leo rinfrescando con la sua musica le pareti dell’auditorium, troppo spesso abituato ad accogliere modelli musicali che da troppo tempo si ripetono uguali. Una scelta non facile quella dell’Onyx Jazz Club che l’ha inserito nel cartellone di Gezziamoci, ma fortunata e rivelatrice di un nuovo modo di guardare il mondo delle sette note.</p>
<p>Sul palco assente il pianista Christian Ravaglioli che, nelle parole di De Leo, “all’ultimo istante ha deciso di fare miglior fortuna andando a lavorare negli Stati Uniti”. Assente giustificato, per malattia, invece, il video-performer Massimo Ottoni che da diversi anni segue il cantante nei suoi progetti. Sul palco ben presenti con la loro straordinaria forza espressiva, invece, il chitarrista Fabrizio Tarron, Dario Giovannini, alla chitarra e alla fisarmonica, e Achille Succi al clarinetto basso, quest’ultimo ben conosciuto al pubblico materano per essersi esibito accanto a molte altre formazioni.</p>
<p>Il quartetto ha proposto i brani dell’ultimo disco “Vago svanendo” ovviamente interpretati in modo inedito non solo per l’assenza dei due musicisti, ma anche e soprattutto per l’elaborazione improvvisativa dei musicisti. Una musica che sfugge alla prigione di un’etichetta per esplorare mondi sonori diversi che appartengono alla vita, all’esperienza di tutti. In prima linea la voce di John De Leo, un vero e proprio strumento polisemantico. Lui, in qualche modo, rappresenta la terza via alla sperimentazione iconoclasta di Demetrio Stratos e al paradigma jazzistico di Bobby McFerrin. Nel corso della serata materana ha proposto una propria identità espressiva non mancando mai ora di esplorare le capacità timbriche della sua voce come nel brano”Vago svanendo”, ora di misurarsi con il vocabolario jazzistico interpretando da solo, e solo con l’aiuto dei duplicatori elettronici, un’intera sinfonia di jazz. Un progetto musicale e sonoro, quello ascoltato l’altra sera che si incrocia con le più interessanti tendenze degli ultimi anni, dai Naked City di John Zorn alle più intime letture di Bill Frisell. D’altronde, anche John lo spiega nel testo della sua canzone “Vago svanendo”: “Lontani dal mare qui non è musica solare siamo sull’altro versante”. Con la sua voce-strumento, ora calda, grave, ora acuta, graffiante, John De Leo ha dispiegato un mondo e un approccio alla vita che pur non essendo jazz a questo si avvicina, molto, molto più di tanti altri. Scontati i lunghi applausi finali.<br />
mj</p>
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		<title>TORNA IL GRANDE JAZZ ALLO UEFFILO</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 10:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nino</dc:creator>
		
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Ricca di novità e di nomi prestigiosi la sesta stagione del Jazz Club Ueffilo – Cantina a Sud (Via Donato Boscia 21 – Gioia del Colle), sempre in collaborazione con Jazzitalia e sotto la direzione artistica di Marco Losavio.

Dal 2004, il cinquentesco club di Gioia del Colle ha ospitato alcuni tra i più grandi protagonisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-202" href="http://www.misterjazz.it/?attachment_id=202"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-202" title="ant-bowarrow_l" src="http://www.misterjazz.it/public/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/ant-bowarrow_l-150x150.jpg" alt="ant-bowarrow_l" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Ricca di novità e di nomi prestigiosi la sesta stagione del Jazz Club Ueffilo – Cantina a Sud (Via Donato Boscia 21 – Gioia del Colle), sempre in collaborazione con Jazzitalia e sotto la direzione artistica di Marco Losavio.</p>
<p><span id="more-203"></span></p>
<p>Dal 2004, il cinquentesco club di Gioia del Colle ha ospitato alcuni tra i più grandi protagonisti del jazz mondiale: Enrico Pieranunzi, Randy Brecker, Bob Mintzer, George Cables, Dave Liebman, Sheila Jordan, Mike Stern, Frank Gambale, Alain Caron, Roberto Gatto, Fabrizio Bosso, Irio de Paula, Tommy Emmanuel, Billy Drummond, Dado Moroni, Bobby Dhuram, Fabio Morgera, Renato Sellani, Gabriele Mirabassi, Gegè Telesforo, Sandy Muller, Antonio Faraò, Amalia Grè, Rachel Z, Tuck &amp; Patti, Enrico Rava, Paolo Fresu, Franco D’Andrea, Chiara Civello, Jason Marsalis, Sarah Jane Morris, Dominic Miller, Antonello Salis,  solo per citarne alcuni.</p>
<p>Un programma esclusivo e di particolare pregio artistico che, come per la scorsa stagione, si articolerà in due sezioni: autunno 2009 e inverno/primavera 2010.</p>
<p>La sezione autunnale 2009 avrà inizio domenica 18 ottobre con l’inedito progetto del duo Antonio Forcione e Raffaello Pareti. Forcione, considerato come uno dei più carismatici e creativi chitarristi venuti alla ribalta in Europa negli ultimi anni, incontra Raffaello Pareti, validissimo contrabbassista ed apprezzato compositore, per molti anni al fianco di Stefano Bollani e Antonello Salis. Molti gli elementi che accomunano i due musicisti; la musica prodotta da entrambi con i rispettivi progetti è una mirabile miscela  di delicatezza, humour e passione (vedi allegati). Forcione, già protagonista di un bellissimo cd in duo con  Charlie Haden (Heartplay, 2006), unisce all&#8217;uso percussivo della chitarra una straordinaria capacità di invenzione melodica e  Pareti   è musicista creativo, pronto al dialogo e con grandi capacità di sostegno. Questo incontro è un&#8217;occasione per vederli insieme in un concerto che si preannuncia intenso ed imprevedibile.</p>
<p>Unico set: ore 21.</p>
<p>La seconda tappa di quella che si annuncia essere una lunga e corposa stagione del Ueffilo, vedrà impegnata una delle formazioni italiane più acclamate e versatili per un progetto nuovo e travolgente: Touch – Lorenzo Tucci. Tra i batteristi di maggior talento della scena jazz internazionale, Tucci si distingue per il suo pathos espressivo e la capacità di trasmettere alle nuove generazioni la lezione di alcuni grandi maestri del passato (Art Blakey, Philly Jo Jones, Elvin Jones, Tony Williams, Max Roach), con uno stile personale che esalta tutta la sua versatilità. Nel 2008 decide di produrre e realizzare un disco tutto suo di canzoni jazz, “Touch”, e decide di affidarlo alla Schema. Questo nuovo album, che contiene arrangiamenti ed orchestrazioni molto vicine a quelle della gloriosa Clarke-Boland Big Band, omaggiata per altro con sei reinterpretazioni di alcuni suoi grandi classici, è un equilibrato mix di jazz, funk, bossa nova, latin, dance e pop, con un groove potente ed uno swing impeccabile. Il combo che accompagnerà il batterista abruzzese è formato da alcune delle “stelle” del jazz italiano: Fabrizio Bosso alla tromba, Daniele Scannapieco al sax tenore, Luca Mannutza al pianoforte e hammond e la voce di Walter Ricci a completare un assetto timbrico e ritmico capace di creare architetture danzanti.<br />
Doppio set: ore 20,00 (primo), ore 22,00 (secondo).</p>
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		<title>VIDEO SU URBANI AL FESTIVAL DI ORSARA</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 15:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nino</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Mercoledì 29 luglio, alle ore 20, a Orsara di Puglia (Fg) verrà presentato il film documentario “’Round about max” realizzato da Serafino Paternoster e prodotto da Videouno di Matera. Si tratta di un documentario-intervista a Massimo Urbani realizzato durante la registrazione dell&#8217;omonimo cd. In questo filmato, che sarà presentato nell’ambito del Festival jazz di Orsara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 29 luglio, alle ore 20, a Orsara di Puglia (Fg) verrà presentato il film documentario “’Round about max” realizzato da Serafino Paternoster e prodotto da Videouno di Matera. Si tratta di un documentario-intervista a Massimo Urbani realizzato durante la registrazione dell&#8217;omonimo cd. In questo filmato, che sarà presentato nell’ambito del Festival jazz di Orsara nello spazio “Riflessioni” il sassofonista romano si racconta passeggiando e suonando nei Sassi di Matera. In quest&#8217;ultima versione, anche due brani inediti solo sax.</p>
<p>Il film documentario è stato girato nel 1992 poco tempo prima della tragica e prematura scomparsa di Massimo Urbani e rappresenta una delle rare testimonianze video del sassofonista. A rivestire un ruolo importante nel filmato anche i Sassi di Matera che diventano la cornice in cui urbani improvvisa con il suo sassofono regalando due gioielli inediti della sua breve, ma intensa storia umana e professionale.</p>
<p>Serafino Paternoster, giornalista professionista, da circa trent&#8217;anni si occupa di musica jazz scrivendo sulle principali testate specializzate italiane. Ha tenuto seminari in diverse città e università italiane, in particolare sul rapporto fra jazz e cinema. Ha prodotto uno degli ultimi dischi di Massimo Urbani &#8220;&#8216;Round about max&#8221; registrato con un quartetto jazz guidato dal pianista Gianni Lenoci e un quartetto d&#8217;archi.<br />
Videouno, nata nel 1984, è  una società di comunicazione e multimedia che ha sede a Matera  Realizza servizi giornalistici, filmati industriali, documentari  - con particolari  riconoscimenti per quelli di arte, grafica tridimensionale. Tra i clienti: Rai, Mediaset, Sky, Fondazione Cassa Dei Risparmi di Forlì, Fondazione Ravenna Antica, Civita Roma. Videouno è anche editore della WEBTV www.ilmiotg.it.</p>
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		<title>BOSSO - SALIS, INCONTRO TRA CICLOPI</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 14:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nino</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Domenica 15 febbraio
Secondo prestigioso ed esclusivo appuntamento per il Ueffilo Jazz Club, in collaborazione con Jazzitalia: domenica 15 febbraio sarà la volta di due tra i più acclamati e creativi musicisti dello scenario jazzistico europeo: Antonello Salis e Fabrizio Bosso.

“Un incontro tra ciclopi”, come li ha definiti il critico musicale Federico Scoppio, cristallizzato nell’album Stunt, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 15 febbraio</p>
<div id="attachment_189" class="wp-caption alignleft" style="width: 232px"><img class="size-full wp-image-189" title="222_mu__bossosalis0812" src="http://www.misterjazz.it/public/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/222_mu__bossosalis0812.jpg" alt="Salis - Bosso" width="222" height="192" /><p class="wp-caption-text">Salis - Bosso</p></div>
<p>Secondo prestigioso ed esclusivo appuntamento per il Ueffilo Jazz Club, in collaborazione con Jazzitalia: domenica 15 febbraio sarà la volta di due tra i più acclamati e creativi musicisti dello scenario jazzistico europeo: Antonello Salis e Fabrizio Bosso.</p>
<p><span id="more-187"></span><br />
“Un incontro tra ciclopi”, come li ha definiti il critico musicale Federico Scoppio, cristallizzato nell’album Stunt, appena licenziato per la casa discografica Parco della Musica Records e che verrà presentato – in anteprima assoluta per la Puglia – proprio nel jazz club di Gioia del Colle.<br />
Fabrizio Bosso alla tromba, flicorno ed elettronica e Antonello Salis al pianoforte e fisarmonica: la solidità tecnica, l’intensa interpretazione, l’avvicendarsi del virtuosismo del trombettista e dell’espressione deflagrante e viscerale del pianista permettono loro di scavare in una varietà di suoni. Il duo stupisce per estro, interplay, capacità di affrontare materiali ora più vicini al jazz, ora alla musica contemporanea, alle canzoni, ai sapori mediterranei e anche oltre. Un linguaggio universale, in cui le diverse componenti si fondono. Così come particolarmente omogenea appare la capacità dei due musicisti di improvvisare e restituire una musica obliqua e passionale, concepita da Antonello e Fabrizio, riuniti eccezionalmente in questo inedito duo.<br />
Il concerto è l’unica data per la Puglia.<br />
Inizio concerto ore 20,00.<br />
L’ appuntamento sarà arricchito dalla degustazione di prodotti tipici.<br />
Food and Music: 25 euro.<br />
Il Ueffilo – Cantina a Sud è in Gioia del Colle(Ba)-via Donato Boscia 21.<br />
Info e prevendite: 339/8613434 – 080/3430946 - Centro Musica : 080 - 521.17.77<br />
web: www.ueffilo.com. info@ueffilo.com</p>
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		<title>FONDAZIONE UMBRIA JAZZ PIU&#8217; SNELLA</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 12:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nino</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Legge approvata dal Consiglio regionale
Il Consiglio regionale dell&#8217;Umbria ha approvato, con 18 voti favorevoli e 5 astensioni (dei consiglieri di centrodestra), la legge regionale riguardante &#8221;Fondazione di partecipazione Umbria Jazz - abrogazione della legge regionale numero del 1990 (Fondazione Umbria Jazz)&#8221;. Si tratta di un atto attraverso il quale la Regione istituisce la Fondazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Legge approvata dal Consiglio regionale</p>
<p>Il Consiglio regionale dell&#8217;Umbria ha approvato, con 18 voti favorevoli e 5 astensioni (dei consiglieri di centrodestra), la legge regionale riguardante &#8221;Fondazione di partecipazione Umbria Jazz - abrogazione della legge regionale numero del 1990 (Fondazione Umbria Jazz)&#8221;. Si tratta di un atto attraverso il quale la Regione istituisce la Fondazione di partecipazione Umbria Jazz, con l&#8217;obiettivo di conferire una maggiore solidita&#8217; alla struttura (rendendola al tempo stesso piu&#8217; agile), di promuovere e sostenere l&#8217;evento nell&#8217;ambito della promozione turistica, culturale e di valorizzazione dell&#8217;immagine dell&#8217;Umbria in Italia e all&#8217;estero. La Fondazione - si legge in un comunicato stampa - ha lo scopo di assicurare la continuita&#8217; di Umbria Jazz attraverso la realizzazione di tutte le iniziative necessarie per lo sviluppo e la sua diffusione, provvedendo al reperimento dei mezzi finanziari e favorendo il coinvolgimento e la partecipazione di soggetti ed enti pubblici e privati&#8221;. Nel testo, dopo i lavori della Commissione, e&#8217; previsto che il Consiglio regionale designi due componenti effettivi del Collegio dei revisori, di cui uno con funzioni di presidente. Inoltre, ogni anno la Fondazione dovra&#8217; presentare alla Giunta regionale, entro il mese di gennaio, una relazione sulle attivita&#8217; svolte nell&#8217;anno precedente, e la Giunta regionale, annualmente, la trasmette al Consiglio. La riforma della legge costitutiva della Fondazione risponde all&#8217;esigenza di dare ordine alla gestione dell&#8217;evento con una struttura unica, di cui la Regione detenga la maggioranza.</p>
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		<title>BOB DYLAN IN VERSIONE JAZZ A GIOIA</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 18:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Con Cinzia Tedesco &#38; Family Force Jazz4th

Secondo appuntamento di particolare prestigio per il Jazz Club Ueffilo – Cantina a Sud (Via Donato Boscia 21 – Gioia del Colle). Domenica 30 novembre sarà di scena un&#8217;assoluta novità. Per la prima volta una voce femminile interpreterà Bob Dylan in chiave jazz. La vocalist Cinzia Tedesco, &#8220;l&#8217;usignolo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con Cinzia Tedesco &amp; Family Force Jazz4th</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.misterjazz.it/public/wordpress/wp-content/uploads/2008/11/cinziatedesco5.jpg" title="Cinzia Tedesco"><img width="235" src="http://www.misterjazz.it/public/wordpress/wp-content/uploads/2008/11/cinziatedesco5.jpg" alt="Cinzia Tedesco" height="182" style="width: 230px; height: 168px" /></a></p>
<p>Secondo appuntamento di particolare prestigio per il Jazz Club Ueffilo – Cantina a Sud (Via Donato Boscia 21 – Gioia del Colle). Domenica 30 novembre sarà di scena un&#8217;assoluta novità. Per la prima volta una voce femminile interpreterà Bob Dylan in chiave jazz. La vocalist Cinzia Tedesco, &#8220;l&#8217;usignolo del jazz&#8221; – così come la critica l&#8217;ha definita – calcherà il palco del Ueffilo accompagnata dal Family Force Jazz4th: Stefano Sabatini, arrangiamenti e pianoforte; Luca Pirozzi, contrabbasso; Pietro Iodice, batteria e direzione musicale; Giovanna Famulari, violoncello.</p>
<p><span id="more-183"></span><br />
Il mondo musicale di Dylan per contenuti e messaggi riesce a trovare nelle sonorità jazzistiche e nell&#8217;indubbia capacita&#8217; interpretativa di Cinzia Tedesco una dimensione originale ed emozionante. La grinta della vocalist coinvolgerà il pubblico con gli indimenticabili &#8220;Like a Rolling Stone&#8221;, &#8220;Knocking on the Heaven&#8217;s Door&#8221;, &#8220;Blowing in the wind&#8221;, &#8220;Mr.Tambourine&#8221;, &#8220;Make you feel my love&#8221; e &#8220;Lay Lady Lay&#8221;. A fare da sfondo scenografico allo spettacolo un montaggio inedito tratto dal film-documentario del regista Martin Scorsese: &#8220;No direction Home: Bob Dylan&#8221;. Dallo spettacolo sarà realizzato un Dvd ideato e prodotto da Giampiero Turco, con distribuzione internazionale ed in uscita a Dicembre 2008.<br />
Doppio set: ore 19 (primo), ore 21 (secondo).<br />
L&#8217; appuntamento sarà arricchito dalla degustazione di prodotti tipici, frutto della rinnovata offerta enogastronomica del Ueffilo.<br />
Food and Music: 25 euro.<br />
Il Ueffilo – Cantina a Sud è in Gioia del Colle(Ba)-via Donato Boscia 21.<br />
Info e prevendite: 339/8613434 – 080/3430946 - Centro Musica: 080 - 521.17.77<br />
web: www.ueffilo.com. info@ueffilo.com</p>
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